Chiamami Solange, Elizabeth, o come desideri“. Gli promette di tornare per nove notti. Lui le promette di aspettarla. Ad attenderli, un volo, un sogno.

Un sassofonista una mattina si risveglia con a fianco una donna che non conosce. Non ricorda il suo nome, dove si sono incontrati, come sono finiti nello stesso letto insieme, e dove siano adesso. “A casa tua”, gli risponde lei. “Chiamami Solange, Annett, Elyzabeth… Chiamami come vuoi”, gli dice. Lui non ricorda nulla, un buco nero avvolge la sua memoria. E quando lei sta per andarsene, lui le chiede di tornare. “Di quante notti hai bisogno per conoscermi?”.

Nove. Nove notti.

I due così stringono un patto. Per nove notti si incontreranno nella stanza di lui, e poi nulla. Inizia così un viaggio lungo nove giorni e nove notti, il tempo che ci impiega un martello per cadere dal paradiso alla terra.

La storia degli orsi panda racconta della solitudine dell’Occidente, oggi dove il singolo rimane singolo, oggetto di consumo, macchina di piccoli riti solitari nel chiuso di stanze chiuse, dentro l’infinita libertà senza frontiere. Racconta della solitudine attraverso un paradosso. Racconta della solitudine attraverso una storia d’amore: quello fra lui, artista solo, e la sua arte, che è il suo dolore, la sua solitudine, la sua morte, e la sua rinascita.

E quando, alla domanda: “qual è il tuo animale preferito?”, la risposta sarà: “gli Orsi Panda”, allora capiremo.

L’essere umano, occidentale, è come un orso panda in una gabbia all’interno dello zoo di Francoforte, lontano dalla propria origine, lontano dalla propria natura.

L’uomo contemporaneo è un animale solitario. E desidera esserlo. Perché non conosce alternative.

 

Biografia dell’autore

Matei Visniec è fra gli autori della nuova generazione più importanti e discussi del panorama europeo. Rumeno, scrive i suoi testi in francese, testi rappresentati in tutto il mondo. La storia degli orsi panda nasce come un testo ordinario per diventare testo di ricerca drammaturgica, con uno sguardo poetico sul contemporaneo, capace di toccare corde profonde e sensibili e allo stesso tempo di fare una feroce arringa verso la solitudine dell’uomo occidentale.

Crediti: 

Testo di Matei Visniec

Regia Collettiva Parsec Teatro

Con Jacopo Crovella, Francesca Cassottana

Habitat Andrea Gagliotta

Progetto Artistico Girolamo Lucania

Produzione e organizzazione Federica Barone

Amministrazione Ottavia Arenella

Grafica Koyanisqaatsi Collective

Assistente al progetto Marco Gottardello

Costruzione scene e costumi Lab. Artistico Pietra

Produzione Cubo Teatro/Il Cerchio di Gesso

 

Video Trailer _ https://vimeo.com/325694164/51825972c7