Leone Jacovacci

Nato nel 1902 a Sanza Pombo in Congo da madre di etnia Zabuendi, Zibu Mabeta, e da un ingegnere romano, Umberto Jacovacci.

Portato in Italia, dopo un’infanzia tribolata, fugge da Roma, cambia nome in John Walker e si arruola nell’esercito inglese. Durante la prima guerra mondiale, impara la boxe tirando pugni nelle stive delle navi da guerra.

In tempo di pace, incrocia i guantoni con i più grandi pugili d’Europa, fino a quando decide di tornare in Italia, e di riprendersi il suo nome: Leone.

A 26 anni, nel 1928, in pieno regime fascista, vince il titolo Italiano ed Europeo dei pesi medi.

La vita

La vita di Jacovacci è il dispositivo narrativo che attraversa il racconto di una nuova generazione di Italiani, 100 anni dopo la vittoria sul ring del pugile italo-congolese. Un racconto che sarà il frutto di un’indagine reale nelle palestre di pugilato e nelle periferie italiane. Così, Leo si fa specchio e speranza del presente. Il presente di una generazione di ragazze e ragazzi, simbolo del futuro del nostro paese.

Questo sarà il racconto di una generazione che vuole riprendersi la Storia, che vuole lottare contro chi si rifiuta di accettare il futuro e contro il ritorno preoccupante dei fascismi.

Il colore della pelle non è più il colore del diverso, ma la fotografia di un insieme complesso di vite, di storie, di successi, la pelle è il territorio della fatica, lo sport e il pugilato il simbolo poetico della lotta per uno scopo, perché “l’energia delle nuove generazioni non va sprecata".

Questo sarà il racconto di una generazione che vuole riprendersi la Storia, che vuole lottare contro chi si rifiuta di accettare il futuro e contro il ritorno preoccupante dei fascismi.

Drammaturgia

Dopo Sid – Fin qui tutto bene, spettacolo vincitore del Premio In-Box 2023, interpretato da Alberto Boubakar Malanchino, Premio UBU come miglior attore Under 35 2023, Leo è il secondo capitolo della Trilogia dei Profeti.

Con la trilogia, Cubo affronta il tema delle nuove generazioni in Italia. Lo spettacolo è interpretato da Alberto Boubakar Malanchino e diretto da Girolamo Lucania, che scrivono il testo a quattro mani.

La squadra artistica si completa con il lavoro visual di Niccolò Borgia, Premio "Valter Ferrara" di Radicondoli 2025, e la drammaturgia sonora di Ivan Bert, con la direzione tecnica di Alessandro Vendrame.

Ricerca nelle palestre di pugilato

Un’indagine sul campo e sul territorio, che prevede incontri con atleti/e, esperti/e e attivisti/e della storia di afro-discendenza in Italia, nuovi giovani italiani, protagoniste e protagonisti anche di quartieri fragili e multietnici.

Il lavoro di drammaturgia è frutto di residenze artistiche e di un lavoro di ricerca partecipata all’interno delle palestre popolari di pugilato.

Un’indagine utile alla restituzione di una fotografia del reale, restituita attraverso il dispositivo narrativo di chi, un tempo, ha trovato nello sport la propria identità, personale e nazionale.

Cubo Teatro

Cubo lavora a partire da una domanda e da una storia affrontate in principio con un’indagine reale sul territorio, fatta di incontri con persone e negli spazi che vivono in prima persona i temi che la compagnia intende esplorare, per poi costruire un linguaggio multidisciplinare e peculiare.

La compagnia affronta processi creativi in cui parola, immagini, azioni, musica si fondono e concorrono sin dal principio alla costruzione della drammaturgia di scena.

Un progetto di Cubo Teatro
Scritto da Girolamo Lucania e Alberto Boubakar Malanchino
Con Alberto Boubakar Malanchino
Drammaturgia e Regia Girolamo Lucania
Musica originale e composizione Ivan Bert
Visual Arts Niccolò Borgia
Direzione Tecnica, Luci e Fonica Alessandro Vendrame Testo di Alberto Boubakar Malanchino e Girolamo Lucania
Con Alberto Boubakar Malanchino
Regia Girolamo Lucania
Musiche e drammaturgia sonora Ivan Bert
Produzione musicale Ruben Zambon
Video Scenografia e Visual Art Niccolò Borgia
Disegno luci, fonica e Direzione Tecnica
Alessandro Vendrame
Assistenza Alessia Moretti
Direzione Artistica Comunicazione e Identità Visiva Simone Vona
Produzione Cubo Teatro
in co-produzione con Centro di Produzione Dracma
Progetto vincitore di Toscana Terra Accogliente e IntercettAzioni
In collaborazione e con il sostegno in residenza di Catalyst, Giallomare Minimal Teatro, Teatro delle Donne, Teatri d’Imbarco, Teatro Popolare d’Arte, Circuito CLAPS, PimOff, Cranpi
Si ringrazia per la collaborazione Palestra Popolare Quarticciolo, Neruda Boxe, Spazio Popolare Neruda, Pugilistica Domino, Generativa APS, OFF TOPIC, Associazione Nazionale Museo del Cinema, Nessuno APS.

IN PRODUZIONE

Per maggiori informazioni e richiesta di materiali contattare:

Ottavia Arenella
info@cuboteatro.it
+39 327 466 0984

Girolamo Lucania
direzione@cuboteatro.it

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