ALBERTO BOUBAKAR MALANCHINO

VINCITORE Premio UBU 2023

nella categoria Miglior Attore under35

Premio INBOX 2023

SPETTACOLO VINCITORE

Fin qui tutto bene


Scritto e diretto da Girolamo Lucania
Con Alberto Boubakar Malanchino
Musica live e sound design Ivan Bert e Max Magaldi
Concept scenografico Ivan Bert
Direzione Tecnica Alessandro Vendrame
Videoproiezioni Niccolò Borgia
Da un’idea di Ivan Bert e Girolamo Lucania
Produzione CUBO TEATRO

Sid.
Italiano.
Origini africane. Quindici anni.
Forse sedici, forse diciassette.
Veste sempre di bianco, perché
il bianco è il colore del lutto per
i musulmani.

Vive come uno dei tanti ragazzi di una delle tante periferie dell’Occidente. Vive nel mondo drogato della società dello spettacolo. Per uscire dalla disperazione e dalla noia di nascosto legge, ascolta musica, vede film.

Recita. Recita sempre. Fino a dimenticare di essere Sid. Colleziona sacchetti di plastica, di carta, di tessuto, di materiale biodegradabile. Tutti, rigorosamente, firmati. Bello, intelligentissimo, raffinato lettore, perfettamente padrone delle più sottili sfumature della lingua.

Sid.
Italiano.
Origini africane. Quindici anni.
Forse sedici, forse diciassette.
Veste sempre di bianco, perché
il bianco è il colore del lutto per
i musulmani.

 

Vive come uno dei tanti ragazzi di una delle tante periferie dell’Occidente. Vive nel mondo drogato della società dello spettacolo. Per uscire dalla disperazione e dalla noia di nascosto legge, ascolta musica, vede film.

Recita. Recita sempre. Fino a dimenticare di essere Sid. Colleziona sacchetti di plastica, di carta, di tessuto, di materiale biodegradabile. Tutti, rigorosamente, firmati. Bello, intelligentissimo, raffinato lettore, perfettamente padrone delle più sottili sfumature della lingua.

Ha ucciso.
Probabilmente per noia. Sicuramente per uno scopo più alto. Uccide soffocando le sue vittime nei sacchetti di plastica alla moda.

La sua storia, è un film “senza montaggio”, un torrenziale monologo per batteria e voce: scorrono schegge di vita, di bullismo, di consumo, di ragazzi annoiati, dei “fuck you”, di canne, droga, desolazione, di vagabondaggi nei “templi del consumo”.

Ha ucciso. Probabilmente per noia. Sicuramente per uno scopo più alto. Uccide soffocando le sue vittime nei sacchetti di plastica alla moda.

La sua storia, è un film “senza montaggio”, un torrenziale monologo per batteria e voce: scorrono schegge di vita, di bullismo, di consumo, di ragazzi annoiati, dei “fuck you”, di canne, droga, desolazione, di vagabondaggi nei “templi del consumo”.

NOTA

Sid è il futuro incarnato. Bello, bellissimo, intelligente, Europeo di nascita, di origine algerina, non appartiene né all’Occidente, né alla cultura Africana. È il futuro. Un futuro senza identità. Un presente senza futuro.

Sid cerca l’identità, il suo palcoscenico è il mondo, la sua croisette i Social, la vita il suo film. Il suo pubblico il mondo. Gli outfit bianchi, come il lutto per la sua vita, scintillante perché griffata.
Sid impacchetta le vite di scarto, incartandole in buste firmate. Il serial killer del futuro. La Star.

NOTA

Sid è il futuro incarnato. Bello, bellissimo, intelligente, Europeo di nascita, di origine algerina, non appartiene né all’Occidente, né alla cultura Africana. È il futuro. Un futuro senza identità. Un presente senza futuro. Sid cerca l’identità, il suo palcoscenico è il mondo, la sua croisette i Social, la vita il suo film. Il suo pubblico il mondo. Gli outfit bianchi, come il lutto per la sua vita, scintillante perché griffata. Sid impacchetta le vite di scarto, incartandole in buste firmate. Il serial killer del futuro. La Star.

Parlano di SID:

La collaborazione tra l’autore Girolamo Lucania e l’attore Malanchino è semplicemente perfetta. Il primo crea un personaggio incantatore, il secondo gli dà vita sul palco come meglio non si potrebbe. Ogni suo racconto incanta il pubblico, Sid potrebbe raccontare qualsiasi cosa, prende per mano l’ascoltatore e lo porta dove vuole senza incontrare la minima diffidenza. Ed è proprio così che riesce a diventare persino uno spietato assassino seguito sui social network. Ammazza esseri umani e ammazza il tempo.

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Milano Teatri

Il discorso teatrale interpretato da Alberto Boubakar Malanchino è il grido di una generazione. Si tratta di un testo che lascia con il fiato corto e non solo per il ritmo sincopato della prosa. La sua ribellione è anche nella cultura, nei libri di Rimbaud nella musica di Mozart.

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Il Foglio

Cubo Teatro mette in scena un personaggio complesso e pieno di contraddizioni, con dentro un buio e un vuoto che attanaglia le viscere. È il futuro. Un futuro senza identità. Un presente senza futuro. Sid cerca l’identità, il suo palcoscenico è il mondo, la sua Croisette i Social, la vita il suo film. Il suo pubblico il mondo. Gli outfit bianchi, come il lutto per la sua vita, scintillante perché griffata.

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Dailybest

Uno spettacolo a tratti concitato, a tratti dolente. È sotto gli occhi di tutti come l’apparire, il possedere cose siano diventati gli idoli a cui tutto si sacrifica, eppure cerchiamo d’ignorarlo.
Sid, con il suo monologo rappeggiante, ci mostra il vuoto, la noia per tutto ed insieme l’intenso desiderio di una felicità, pienezza di vita che sembrano nascondersi ed allontanarsi sempre.
Sid con le sue parole accusa una società che a parole promette inclusione, successo, benessere, amore, ma nei fatti mantiene le distanze, le separazioni e nega un futuro a chi vorrebbe riscattarsi.

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Dejavu

SID, Fin qui tutto bene: suggestiva performance di un teatro capace di ipnotizzare lo spettatore.
Sid è creatura bifronte alla disperata ricerca di nuove strade da percorrere in un futuro tutto da scrivere.

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Roberto Canavesi

La colonna sonora, la parola e l’espressività mimico-coreutica dello scatenato Alberto Boubakar Malanchino fanno un tutt’uno, innestandosi, sostenendosi e alimentandosi a vicenda, per un’ora e dieci di spettacolo senza un istante di tregua: così come la spericolata vita di Sid, ladro, assassino, simbolo estremo di una generazione che non riesce a trovare un’identità.

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Rumor(s)cena

Il ritmo impresso in scena da Alberto varia, pur senza un attimo di sosta o di esitazione, sotto la spinta delle parole e degli stati d’animo del suo personaggio. Ed è un continuo dialogo fatto di suoni con i musicisti, Ivan Bert, Max Magaldi. Non è una autostrada, potremmo dire: è una strada tortuosa, con continue ardue salite e impegnative discese. E Alberto è davvero fantastico nel percorrere questo testo. Entra nel personaggio, cattura lo spettatore, lasciandogli il compito di abbandonarsi alle parole. E alla fine applaudirlo. Una ottima prova d’attore, ma anche uno stimolo ad abbandonare stereotipi e giudizi-pre.

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SpettacoliNews

[...]il monologo di Sid – Fin qui tutto bene interpretato da Alberto Boubakar Malanchino, per raccontare le periferie e forzare il muro dei soliti stereotipi con una prosa graffiante e una performance prodotta da Cubo Teatro. Sid è un colto serial killer delle periferie che soffoca le persone con sacchetti di diversi brand di lusso e ascolta Mozart. La sua è una storia di esclusione, di una periferia urbana dove essere stranieri e poveri spesso coincide, ma è anche un’invettiva contro una società forgiata dalle diseguaglianze.

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Nuove Radici World

Per raccontare la sua parabola umana nulla gli serve, se non un leggio, un piazzato ad illuminarlo
dall’alto, una colonna sonora dai ritmi pulsanti, e soprattutto la forza di quelle parole che ne
definiscono il carattere e tracciano le coordinate di un’esistenza oggi presentata in forma di studio, ma domani prodotto compiuto di sicura presa sul pubblico.
Sid è creatura bifronte alla disperata ricerca di nuove strade da percorrere in un futuro tutto da scrivere.

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TeatroTeatro

La sua storia è un film “senza montaggio”, un torrenziale monologo che è un concerto Hip Hop suonato dal vivo: scorrono schegge di vita, di bullismo, di consumo, di ragazzi annoiati, dei “fuck you”, di canne, droga, desolazione, di vagabondaggi nei “templi del consumo”.

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AlterMedia

Sid ha convinto 19 soggetti, 19 è infatti anche il numero di repliche vinte dal collettivo torinese
che si è preso il rischio di proporre un prodotto in cui ibridare la forma teatrale e quella concertistica.

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Teatroecritica

Si conclude con questa terza giornata la presenza di Persinsala a Kilowatt Festival 2023, in quel di Cortona – un’esperienza interessante sia per quanto riguarda gli spettacoli prettamente teatrali sia per quelli legati alle tradizioni circensi. Performance che, in modi diversi, cercano di coinvolgere il pubblico o di suscitare emozioni anche affrontando tematiche con le quali, nella nostra quotidianità, veniamo a contatto direttamente – o attraverso media sempre più concentrati sul pensiero unico dominante.

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Persiinsala

Sono stati molti, negli anni, gli spettacoli che hanno messo in scena l’esistenza dei ragazzi (con tutte le sue traversie e delusioni) figli di immigrati giunti in Italia dai paesi di origine che hanno tentato, tra mille difficoltà, di trovare una giusta sistemazione di vita nel nostro Paese.
Ma i figli di quei ragazzi che sono diventati genitori, come vivono oggi le evidenti contraddizioni
della nostra società del benessere che li vede sempre più estranei? Sono cambiate le loro prospettive da quelle dei loro padri?

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Klpteatro

Un attore che sembra recitar sè stesso.
Uno e nessuno, con la sua tuta bianca e dentro un palco buio, Alberto Boubakar Malanchino
vorrebbe incarnare una molteplicità. Molteplicità anonima, e dunque comune a tanti, eppure
per certi versi particolarissima specifica quasi bizzarra. Ma non stiamo parlando per forza di
personaggi: stiamo parlando di molteplici storie e molteplici luoghi. 

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Altre Velocita
Sid è “afrodiscendente”. Cioè è nato in Europa, da genitori provenienti dall’Algeria. Vive a metà tra due mondi, tra due culture, che a causa delle architetture sociali di ggigiorno, e per la (voluta o non?) incapacità delle istituzioni, a fatica riescono a comunicare. Sid è un bel ragazzo e pure intelligente, ma cresce relegato in una periferia-ghetto, una prigione neanche tanto invisibile che – per una sorta di autocombustione – genera forme eclatanti ed eccessive di riscatto. Peraltro pacchiano, posticcio, vuoto.

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Banquo magazine

Alberto malanchino

Attore

IVAN BERT

Sound Designer

MAx Magaldi

Artista e musicista

Girolamo lucania

Direttore artistico, regista, drammaturgo

Niccolò Borgia

Visual Designer

SANDRO VENDRAME

Referente Tecnico

Per maggiori informazioni e richiesta di materiali contattare:

Ottavia Arenella
info@cuboteatro.it
+39 327 466 0984

Girolamo Lucania
direzione@cuboteatro.it